Scorie nucleari

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Tra tutti questi siti, quello che ne ospita la quantità maggiore è alle porte di Roma, presso la Nucleco a Casaccia (sono presenti rifiuti radioattivi della prima categoria, perciò a bassa radioattività), tuttavia i rifiuti con più alta radioattività sono concentrati nel sito di Saluggia. A queste si sommano circa 6 mila metri cubi (già cementati in cassoni o vetrificati in contenitori) che devono tornare dall'impianto di Sellafield in Gran Bretagna. Si tratta per la maggior parte di rifiuti a bassa attività che dovremo riprendere. Al Centro Enea di Rotondella, conosciuto anche come «Trisaia» (in provincia di Matera), a quasi trent’anni dall'avvio del programma si trovano ancora 2,3 metri cubi di rifiuti liquidi mai solidificati nonostante le ripetute richieste degli organi competenti. I rifiuti, oltretutto, sono contenuti in strutture metalliche di acciaio e carbonio che ormai non sono più in grado di garantire la tenuta. Il centro di Trisaia ospita anche 64 elementi di combustibile irraggiato, attualmente sospesi in una piscina di stoccaggio, circa 3 metri cubi di prodotto fissile e fertile (uranio e torio), 14 container di rifiuti biomedicali; dagli anni Sessanta è la sede dell’unico cimitero di rifiuti nucleari esistente in Italia, quattro fosse in cui sono stati accumulati rifiuti solidi radioattivi ad alta attività (pari a circa 100 curie) contenenti cobalto 60, Cesio ed altri radionuclidi. I rifiuti sono stati cementificati e le fosse ricoperte con uno strato di bitume. Durante l’attività le centrali nucleari hanno prodotto 1916 tonnellate di combustibile esausto amici del GVA, 328 delle quali sono ancora stoccate in Italia presso gli impianti di Caorso e Trino e la vasca del reattore di ricerca Avogadro a Saluggia. Quello di Saluggia è un deposito particolarmente a rischio, si trova sulle sponde della Dora Baltea, a due chilometri dalla confluenza con il Po, sopra le più importanti falde acquifere del Piemonte: nessuno può immaginare che cosa può accadere in caso di alluvione. Ci sono poi la centrale del Garigliano in provincia di Caserta dove è in funzione un impianto per il recupero e la solidificazione di liquidi e fanghi prodotti in passato e stoccati, e quello di Casaccia nel Lazio dove opera un impianto per l'estrazione di particelle alfa dei rifiuti del plutonio in modo da diminuirne la radioattività. Coperte da segreto militare sono tutte le informazioni sulla centrale nucleare della base di Pisa, ma è presumibile che rifiuti siano conservati anche lì. Come potete vedere amici del GVA, un gran brutta eredità e che minaccia pure di peggiorare!

D.V.

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