Acqua per vivere

11:09 Posted In Edit This 0 Comments »

Ritorniamo sull'acqua amici lettori, l'utima frontiera............

Come ieri anche oggi vogliamo farci indiretti portavoce di un messaggio un po’ pesante amici dell'ambiente, difficile da mandar giù: che noi ci si riesca a credere oppure no, in questo istante c’è un bambino che sta morendo perché dalle sue parti non c’è acqua pulita da bere. Così accadrà, ancora, tra venti secondi. Un ottavo della popolazione mondiale oggi non ha accesso a risorse idriche potabili, sicure, non contaminate. A pagarne lo scotto sono soprattutto i bambini sotto i cinque anni: secondo le stime Oms, nel 2010 sarebbero morti circa 1,6 milioni di bambini. Il report sottolinea che nei Paesi in via di sviluppo la popolazione delle città continua a crescere molto rapidamente e che se va avanti a questo ritmo serviranno moltissimi investimenti solo per mantenere la percentuale attuale di persone che hanno accesso all'acqua potabile e servizi igienici adeguati. E' una tragedia che il mondo non riesca a raggiungere i target prefissati - ha detto Anders Nordström, Acting Director-General dell'Oms -. Acqua potabile e servizi sanitari di base sono ovviamente così essenziali per la salute che rischiano di essere considerati dovuti". E ha continuato: "Gli sforzi per prevenire la morte da diarrea e da altre malattie sono destinati a fallire a meno che le persone non abbiano acqua e igiene adeguata. Paradossalmente dobbiamo lottare per iberare le donne dal gravoso compito quotidiano del trasporto dell'acqua solo così potremo consentire alla comunità di irrigare gli orti, favorendo la produzione agricola e migliorando l'alimentazione." Ora concittadini Annicchesi, proprio qui, in questa Italia dove di acqua non si muore, almeno per il momento, piccoli uomini stanno discutendo cosa fare di questo bene prezioso! Sotto lo stesso cielo dove milioni di bambini muoiono per mancanza di acqua qui da noi si discute se questo "bene" deve arricchire solo qualcuno o rimanga un bene di tutti! La vita altrui conta poco o nulla per piccoli uomini troppo presi dalla mille, piccole, futili cose di tutti i giorni. Altrove la lotta per la sopravvivenza pretende ancora un alto sacrificio, la stessa acqua che noi sciupiamo tutti i giorni, salverebbe molte piccole vite in quei posti lontani e dimenticati dagli uomini. Chiediamoci ora amici della natura quanto costa la vita di un bambino, questo ci servirà per decidere un prezzo da assegnare a questa acqua, ma ha un prezzo un bene da cui dipendiamo per vivere? Mentre scrivo questo semplice paragrafo un altro bambino è morto.......ora possiamo fare due cose, cliccare su un altro link e dimenticare velocemente queste vicende o pensare seriamente cosa possiamo fare nel nostro piccolo per dare una mano.........

D. V.

Dandora

11:01 Posted In Edit This 0 Comments »

Oggi voglio parlarvi di un altro volto dell'ecologia, il volto sporco di chi non vuol vedere, sentire, il volto dell'indifferenza........

Dandora. La discarica è la più grande di tutta l'Africa e rappresenta una vera minaccia ambientale e per la salute dei bambini. Sono state esaminate le condizioni di salute di 5328 bambini con un’età compresa tra i 2 e i 18 anni, residenti nei dintorni di Dandora, e fatti analizzare campioni di terreno prelevati sempre nella zona circostante. I risultati sono stati che la metà dei ragazzi ha tassi di piombo nel sangue superiori ai livelli di sicurezza riconosciuti a livello internazionale e la metà dei campioni di terreno contiene più di 400 parti per milione di piombo invece delle 50 ppm massime di un campione considerato come non inquinato. I risultati della ricerca mostrano inoltre livelli altissimi di cadmio, mercurio e una forte presenza di Pcb. Il 50% dei ragazzi ha un basso livello di emoglobina e di ferro. Il piombo danneggia il sistema nervoso ed il cervello, mentre il cadmio produce cancro e danni agli organi interni, soprattutto i reni. I bambini sono esposti a queste sostanze tossiche attraverso il terreno, l’acqua e l’aria (dai fumi derivanti dai roghi per l’eliminazione dei rifiuti); questo provoca nei bambini malattie respiratorie, gastrointestinali e dermatologiche, e più della metà di essi soffre di bronchiti croniche e asma. A Dandora tutti i giorni arrivano 2.000 tonnellate di rifiuti di tutti i generi prodotte dai centri urbani di Nairobi, non esistono progetti per il disfacimento ecologico dei rifiuti, come il riciclo. Le acque vengono puntualmente inquinate, le stesse acque vengono usate dai contadini, dai pastori e dalle persone. A peggiorare la situazione è la grave condizione della vita negli slum, infatti gli abitanti di queste zone estremamente povere si dirigono nella discarica per cercare cibo o altri materiali nei rifiuti, esponendosi ancora di più alle sostanze tossiche presenti a Dandora. Achim Steiner, il direttore esecutivo di UNEP ha dichiarato che “i risultati dell’indagine svolta sono stati ancora più scioccanti di quanto si erano immaginati, il sito di Dandora pone delle sfide alla città di Nairobi e al Kenya e non ultimo all'Italia stessa che anni fa promise "soluzioni" per poi rimangiarsi tutto in una triste storia di interessi. Ma questo è solo uno specchio delle condizioni sui rifiuti e discariche che coinvolgono tutta l’Africa.” Noi dobbiamo poter dare la possibilità a questa gente di poter vivere ogni giorno serenamente, senza il pericolo di ammalarsi semplicemente respirando l’aria in cui vivono. Non dimentichiamo questi bambini amici del GVA, non rubiamo il loro futuro sprecando e inquinando la loro vita con il nostro benessere.

D.V.

Permafrost e metano

08:16 Posted In Edit This 0 Comments »

Dopo l'allarme che gli scienziati lanciarono nel 2009 riguardante lo scioglimento del permafrost siberiano con conseguente rilascio in atmorfera di miliardi di tonnellate di metano, ecco un'altra bruttissima notizia.
Sotto i fondali del mare Artico sono state individuate fuoriuscite di metano (un gas più dannoso della CO2 di 20 volte), una bomba pronta ad esplodere man mano che la calotta polare si assottiglia. La notizia arriva da un gruppo di ricercatori russi che si trovava a scandagliare i fondali del mare artico a largo della Siberia orientale nel Nord della Russia. Come hanno raccontato a The Indipendet, sotto il permafrost artico si trovano migliaia di tonnellate di metano che stanno fuoriuscendo dalle aperture degli strati di ghiaccio, causate dall’innalzamento della temperatura globale. Il timore è quello che, con il surriscaldamento del Pianeta il permafrost liberi sempre più metano, accelerando l’effetto serra. Come spiega Igor Semiletov, uno degli studiosi del centro di Ricerca Internazionale Artico presso l’Università di Fairbanks, in Alaska, che ha preso parte alla ricerca Prima trovavamo strutture simili a torce del diametro di qualche decina di metri. Questa è la prima volta che abbiamo trovato strutture continue e potenti di oltre un chilometro di diametro. Sono rimasto colpito dalle dimensioni e dalla densità dei pennacchi di gas. In un’area relativamente piccola ne abbiamo trovato oltre 100, ma in un’area più ampia ce ne devono essere a migliaia. Lo studioso già nel 2010 aveva denunciato, presso un’autorevole rivista scientifica, che nel circolo polare artico si trovassero almeno 8 milioni di tonnellate di metano, ogni anno. Ora tuttavia, Semiletov, è costretto a rivedere i suoi dati perché il quantitavito di gas presente sotto il permafrost è molto più elevato: si stimano centinaia di milioni di tonnellate di metano. Se questo venisse rilasciato nell’atmosfera il danno sarebbe enorme e neppure quantificabile, visto che dall’era industriale ad oggi mai si sono raggiunti tali possibili livelli di inquinamento da metano. I politici ignorano sistematicamente queste notizie, di più, accusano questi scienziati di allarmismo creando così le condizioni per un catastrofico futuro. Che dire che ancora non abbiamo detto..................................
D.V.

Riciclando

06:26 Posted In Edit This 0 Comments »

Recuperare i rifiuti.....sognando.
Sono pochi fortunati vincono grandi cifre alla lotteria o giocando al gratta&vinci, e magari potranno permettersi la casa ecologica dei propri sogni, nella migliore delle ipotesi. Che scoperta direte voi, se vincessero tutti non ci sarebbe guadagno per questo avido governo, ma quelli che non vincono, la stragrande maggioranza, che fanno? Tutti gli altri, beh, tutti gli altri inquinano. Ogni anno milioni di biglietti non vincenti si trasformano in immondizia. una montagna di immondizia! Da qui l’idea di un team di artisti ricicloni che pensa e ripensa sono riusciti acreare vere e proprie opere d’arte impiegando i tagliandi di carta usati delle lotterie, o almeno la maggior parte, vale a dire quelli sfortunati amici Annicchesi. A farlo Lauren Was e Adam Eckstrom, laureati alla Rhode Island School of Design, che hanno scolpito speciali creazioni per la loro mostra dal titolo che rende bene l’idea di tanti biglietti della lotteria accumulati l’uno sull’altro: Ghost of a dream. Ovviamente non sono mica posizionati a caso, ma in composizioni che prendono la forma di una casa, la Dream Home, costruita con 70.000 dollari in biglietti della lotteria, poi c’è la Dream Car realizzata impiegando 39.000 dollari sperperati, la Dream Vacation che ne vale 29.000. Insomma casa, auto, vacanza, una vita da sogno… un sogno fantasma, però, a ricordare a molti di non esagerare costruendo castelli in aria con i biglietti della lotteria, quando con la stessa cifra spesa si potrebbe acquistare (ovviamente qui si parla di chi esagera) magari un’auto nuova o una vacanza da sogno si poteva pure riuscire a permettersela. Come spiegano gli stessi artisti: " Abbiamo iniziato a raccogliere migliaia di biglietti e a parlare di ciò che la gente sogna quando gioca alla lotteria. Poi abbiamo indagato per scoprire cosa comprano le persone quando vincono sul serio grossi premi in denaro. Attraverso la nostra ricerca abbiamo scoperto che molte persone, dopo aver vinto la lotteria, la prima cosa che fanno è comprare un’automobile." Dal punto di vista del riciclaggio, i temi della mostra vanno ben oltre i rifiuti prodotti dai biglietti della lotteria. In una società fondata sul consumismo, un numero incalcolabile di acquisti ha all’origine la speranza che queste cose facciano la felicità ma la realtà si dimostra fin troppo presto ben altra cosa. In effetti, alcune delle cose più preziose e significative non costano nulla, come questa lezione sul riciclaggio di tanti sogni grattati via in pochi secondi.

D.V.

Sementi

04:06 Posted In Edit This 0 Comments »

Molti di voi ricorderanno che nella gelida isola di Spitsbergen, nel desolato arcipelago delle Svalbard stanno costruendo la superbanca delle sementi, destinata a conservare 3 milioni di varietà di piante di tutto il mondo. Una banca scavata nel granito, con chiusure a prova di bomba, sensori di movimento e una muraglia di cemento armato spessa un metro. Una specie di “Arca dell’Apocalisse”. Tutto bene direte voi, il grosso problema è che il finanziatore principale è la Fondazione Rockefeller assieme a Monsanto e Syngenta (i due colossi del biotech), la Pioneer Hi-Bred che studia ogm per la chimica DuPont e la Fondazione “Bill & Melissa Gates” di William III Gates il patron della Microsoft. Di banche di sementi ne esistono almeno un migliaio in giro per le università del mondo, per l’esattezza sono 1400. Perché proprio questa? Ricordiamo a questo punto le parole pronunciate da Henry Kissinger intorno agli anni ‘70: «Chi controlla il petrolio controlla il Paese; chi controlla il cibo, controlla la popolazione». Il petrolio i Rockefeller lo controllavano all’inizio del secolo scorso con la Standard Oil, oggi lo controllano con il cartello petrolifero mondiale. Quindi si stanno organizzando per controllare il cibo… E' arrivato il momento di svegliarci da questo sonno profondo. Tra qualche anno il mondo intero sarà costretto a ricorrere ai sistemi ogm brevettati appositamente per noi dalle lobbies, strada senza ritorno che porterà alla scomparsa delle sementi autoctone riproducibili, in cambio di sementi penosamente sterili e alla dipendenza totale e schiavistica nei riguardi dei nuovi monopolisti. E' giunto il momento di muoverci per evitare l’inevitabile, anche perché se dovessero entrare gli ogm nelle coltivazioni tradizionali, difficilmente potremo tornare indietro, proprio a causa della loro enorme e veloce infestazione. Incoraggiamo la nascita e/o aiutiamo la diffusione dei gruppi di scambio sementi biologiche, perché se scompariranno le sementi autoctone originarie, un domani dovremmo chiedere il permesso alla Fondazione Rockefeller per poter vivere! Nei piccoli supermercati o dal negoziante di fiducia, chiediamo e pretendiamo solo alimenti biologici o biodinamici; evitiamo di fare acquisti nei grossi centri commerciali, tutti a capitale straniero. La scelta biologica è per esempio, il primo passo, “il primo gradino di un progresso mentale“. Aiutiamoci da soli, diamo una mano a noi stessi amici del GVA perchè nessun'altro verrà mai ad aiutarci!!

Daniele V.

2050

03:56 Posted In Edit This 0 Comments »

Come sarà l'Italia nel 2050? Ce lo anticipa il rapporto CIRCE (Climate Change and Impact Research), una ricerca sui mutamenti climatici promossa dall'Unione Europea e durata 4 anni, i cui risultati sono stati presentati in un convegno tenutosi qualche giorno fa a Roma. (Maldive, Amazzonia, Antartide: ecco i paradisi che che scompaiono a causa dei cambiamenti climatici)Il progetto, coordinato dall' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha prodotto dei modelli meteo-climatici molto più dettagliati di quelli comunemente utilizzati, dai quali è stato possibile derivare delle "previsioni del tempo" di lungo periodo sul nostro paese e tutta l'area mediterranea. Ma come sarà il cima tra una quarantina di anni qui in Europa, amici dell'ambiente? Secondo gli scienziati farà più caldo: le temperature medie aumenteranno di almeno un paio di gradi e di conseguenza il livello dei mari aumenterà tra i 8 e gli 13 centimetri, poca roba ma pur sempre sufficiente per creare grandissimi disagi ad Olanda e Belgio, per citarne alcuni. Le precipitazioni si RIDURRANNO del 5-10% e di conseguenza i laghi saranno un po' meno ricchi di acqua. E aumenteranno i fenomeni atmosferici estremi come le ondate di calore, le piogge torrenziali e i cicloni, fino ad ora quasi sconosciuti in clima continentale. Questi grandi cambiamenti, che in parte stanno già avvenendo, trasformeranno pian piano l'intero paesaggio mediterraneo. "Si ridurrà la durata del ciclo vitale di grano duro e vite", la CO2 nell'atmosfera aumenterà e ciò "avrà un effetto positivo" sulla crescita delle specie vegetali. "I vigneti diventeranno più vulnerabili a climi caldi e secchi" mentre l´area ottimale per gli ulivi "si estenderà verso nord e verso est" si legge nel rapporto. Insomma, nel 2050 la patria dell'olio potrebbe non essere più la Puglia ma... l'Emilia Romagna. L'aumento delle temperature inoltre comporterà un maggior consumo di corrente elettrica durante l'estate per frigoriferi e condizionatori, ma una minor spesa per il riscaldamento invernale. Stiamo scendendo amici miei, l'apice l'abbiamo già toccato due o tre anni fa.

D. V.

Energia solare

03:50 Posted In Edit This 0 Comments »

«La foto che vedete è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt (altre due da 250 MW sono in progetto) e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si potrebbe produrre un terzo dell’ elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. I costi oggi sono ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità».
Carlo Rubbia

Allora perchè non si fanno?
La scarsa disponibilità di acqua potrebbe essere un ostacolo alla diffusione di centrali solari proprio dove queste promettono di rendere di più in termini di efficienza e di utili per gli investitori. Sembra una scomoda verità, al contrario: il progetto di una centrale solare termodinamica nel Nevada è ancora al palo per l'opposizione delle amministrazioni locali a fornire i "diritti d'acqua" richiesti per fare funzionare quella tecnologia. Solar Millennium, società tedesca che realizza centrali analoghe in Spagna (i progetti Andasol), chiede qualcosa come 5 miliardi di litri d'acqua l'anno per la normale manutenzione e per il ciclo vapore-condensazione necessario al funzionamento delle turbine delle due centrali in progetto, da 500 MW complessivi. La richiesta, che equivale al 20% circa della disponibilità idrica annua nella stessa zona, ha diviso i proprietari dei diritti d'acqua tra chi ritiene si possano fare guadagni rapidi e consistenti e chi considera invece inaccettabile il danno ambientale che ne deriverebbe. Come potete facilmente intuire amici dell'ambiente molte, troppe sono le persone che pongono il guadagno innanzi a tutto. E non c'è dubbio che ci sarebbero delle conseguenze sugli approvvigionamenti per uso agricolo, per gli allevamenti e per i consumi umani di centri come la vicina Las Vegas. Allo stato attuale è difficile prevedere quali soluzioni verranno proposte e se questo progetto avrà un futuro. Pare invece certo che l'acqua giocherà un ruolo importante nei nuovi scenari dell'energia: il controllo delle fonti è già un "business". Ma in certe zone del pianeta, dal Nord Africa al Medio Oriente per esempio, potrebbe diventare fonte di tensioni e conflitti più di quanto già non sia. Carestie e mancanza d'acqua saranno gli scenari dei prossimi decenni se non si interverrà "immediatamente".

Daniele V.

Pubblicità progresso

03:29 Posted In Edit This 0 Comments »

Ma come mai non si vedono spot in TV e sui giornali o per le strade di come si fa una corretta raccolta differenziata?

Come mai si parla di tutto, del superfluo e non ho mai visto (nonostante la mia assidua frequentazione del piccolo schermo) nessuna trasmissione d'approfondimento o spot a riguardo? Sembra pazzesco che dopo Napoli non si sia fatta una di quelle campagne 'pubblicità progresso' a tappeto in TV e sulla stampa, tipo 'tormentone', che vengono fatte per qualsiasi soggetto, a volte i più futili. Anche le riviste e i giornali tendono soprattutto all'aspetto scandalistico, coprendo qualsiasi notizia inerente, anche se di poca importanza, e non si vedono mai 'istruzioni per il cittadino' in nessuna forma, o solo di sfuggita. Forse si crede che i simboli sui cassonetti o sui foglietti appesi con il nastro adesivo sui muri dei condomini siano sufficienti? O forse ci si illude che gli extracomunitari imparino da se questa "prassi". O forse, ancora una volta si pensa di tenere la massa nell'ignoranza per poter continuare a produrre un'economia parallela alla' Gomorra' e poter/dover costruire inceneritori ecc....? E poi vedo: la Svizzera che come al solito ne pensa di tutti i colori e si inventa costosi sacchetti obbligatori per buttar via la spazzatura, in modo che la gente sia 'stimolata' a produrre meno spazzatura e lascia i cartoni e la carta delle confezioni direttamente al supermercato. Ma perché noi no? Soprattutto pensando che noi ne abbiamo molta di più di spazzatura della piccola e pulita Svizzera sarebbe plausibile almeno un intervento massiccio di tipo educativo. Gli Americani che già 20 anni fa avevano dato un valore economico a lattine e vuoti di vetro aiutando così anche i più poveri che li raccoglievano... i Berlinesi che hanno nelle loro case armadi pieni di bottiglie in plastica che sono piccoli 'caveau di risparmio', che al momento giusto diventano un piccolo malloppo per gli extra, visto che ogni bottiglia ha un valore che varia dai 50 a 75 centesimi . In discoteca ti restituiscono 1 Euro se riporti indietro al bar il vuoto. Forse la risposta sta tutta in questa Italia festaiola che come la cicala canta a squarciagola ignorando che l'inverno è sempre più vicino.
D. V.

Stile di vita

08:11 Posted In Edit This 0 Comments »

Come tutti ci siamo resi ben conto questa crisi economica sta mettendo in crisi molte famiglie italiane. Tra le molte "tasse" anche la stangata di Monti sulle accise dei carburanti che fa salire il prezzo alla pompa di circa 8,2 centesimi al litro per la benzina e di 11 centesimi al litro per il gasolio. Una brutta notizia di cui noi tutti avremmo fatto volentieri a meno amici del GVA. La seconda notizia viene dalla Fao, ricorda che ogni minuto nel mondo vengono distrutti 10 ettari di foreste, la superficie di venti campi da calcio. In un anno fanno 14,5 milioni di ettari, poco meno di metà dell’Italia intera. Un patrimonio inestimabile che se ne va nell'indifferenza generale.Con tutta la buona volontà, e la comprensione che – da bravo automobilista – nutro per tutti i miei concittadini tartassati da decenni con il facile bersaglio delle tasse sui carburanti, la seconda notizia mi è sembrata decisamente più preoccupante della prima. Molto più preoccupante. Ma, a leggere i giornali, guardare le TV, a navigare tra social network e blog e a sentire i miei concittadini ero il solo, o quasi. E’ un vizio delle nostre società opulente, della nostra poca sensibilità nei confronti della natura, siamo lanciati come un treno in corsa verso il vuoto, verso un senso che non c’é. Tra qualche anno questa crisi finanziaria sara ricordata come una semplice inflenza se paragonata alla sopravvivenza. Continuiamo a guardare esclusivamente la punta del nostro naso, o il proprio ombelico, li scambiamo per il centro dell’universo, mentre il mondo gira nello spazio senza fine verso ben altri – e più grandi – “centri di gravità permanente”. Come scrisse qualcuno molto tempo fa "siamo piccoli granelli di sabbia nell'infinito" ma siamo vivi e pensanti e dovremmo essere in grado di capire quando in gioco c'è ben più di uno "stile di vita".

Daniele V.